Alla fine del 1800, non conosciamo con esattezza la data, qui sorgeva una piccola casa con una stalla annessa di proprietà di poveri contadini.
Nel 1910 Giulio Visentin, nato in una casa a pochi metri di distanza, si trasferì qui ed iniziò i lavori di ampliamento, trasformando la piccola casa di campagna in casa padronale. Era proprietario terriero e queste campagne ben presto si riempirono di lavoratori, la corte divenne la più grande e operosa della via Burchio, e da quell' epoca divenne Corte Burchio.

La casa era strutturata nella parte a sud (facciata anteriore), mentre la zona a nord (facciata posteriore) era adibita a cantine nelle stanze sottostanti, e a granaio nella parte superiore. Venne costruito il finale, che era composto nella parte inferiore di due stalle, una per i bovini e l' altra per cavalli e maiali, la parte superiore invece era destinata interamente allo stoccaggio del fieno. Tutta l' area intorno era destinata ad area cortiliva, e più in là sorgevano grandi vigneti.



In quegli anni prosperosi i lavoratori erano molti, e iniziarono a sorgere diverse costruzioni annesse. Nel fabbricato a nord della casa, oggi adibito a garage, c' era un enorme forno per il pane, all' interno del forno si trovava anche la "fornasella", un enorme braciere dove venivano scaldate grosse quantità di acqua. Accanto al forno c' era la "lisciara" ovvero la lavanderia, chiamata così perchè si utilizzava la "liscivia", ottenuta filtrando un miscuglio di cenere di legna in acqua bollente, usata un tempo per fare il bucato. Nella parte posteriore del fabbricato sorgeva il "locale motore", dove c' erano il trattore ed altri attrezzi agricoli e dove venne ricavata anche una piccola falegnameria.



Corte Burchio aveva raggiunto il suo massimo splendore.

Attorno al ' 45 il figlio di Giulio, Aristide Visentin, realizzò una seconda ristrutturazione ricavando nella parte posteriore della casa una sorta di appartamento indipendente per la figlia e vennero quindi eliminati il granaio e parte delle cantine. La proprietà venne suddivisa tra fratelli e gran parte del terreno venne venduto.

Negli anni successivi la proprietà andò al figlio di Aristide, Gervasio Visentin detto "Vaio" che continuò a lavorare nella piccola azienda agricola di famiglia e che, insieme al figlio Giuliano, realizzò un' altra grande ristrutturazione, quella dell' 88. Le due parti dell' abitazione, quella anteriore e posteriore, vennero riunite in un' unica abitazione e vennero rifatti tutti i solai. Quando Gervasio andò in pensione anche gli ultimi ettari di terra vennero venduti.

Corte Burchio non ebbe più l' aspetto di un' azienda agricola, ma diventò una delle corti più belle della zona, dopo che Giuliano e la moglie Pasquina si dedicarono a risistemare la casa e il giardino.

E poi arriva il 2016, l' anno dei grandi cambiamenti. Michele (figlio di Giuliano) e la moglie Ilaria, decidono di condividere questa magnifica casa e trasformarla in un bed and breakfast. Così inizia l' ultima ristrutturazione, che ha interessato la porzione di casa che erano di Gervasio e della moglie Natalia, con il risanamento e il rifacimento degli impianti, l' adeguamento del piano inferiore che ora è accessibile anche a persone disabili, l' aggiunta di bagni e l' eliminazione dell' ultima delle cantine rimaste dove sorge ora la camera da letto del piano terra.

Nelle varie ristrutturazioni, purtroppo, molto è andato perso di quello che era Corte Burchio, ma in questa casa si può respirare ancora l' atmosfera della casa padronale di un tempo, i letti dove dormirete e gli ambienti che vivrete sono ricchi delle storie di queste famiglie, troverete mobili o oggetti che sono appartenuti ai loro nonni, bisnonni, trisnonni.

In queste righe non è possibile raccontare tutte le storie che si sono succedute in questo posto, ma potrete venire a trovare Giuliano e Pasquina, Michele e Ilaria con i loro figli, e potranno raccontarvene tante altre, seduti all' ombra della quercia che ha visto passare queste sei generazioni.